Tav4-p58

Manuel Zolli

ANGELO ISRAFIL

Dipinto su carta fatto a mano con tempera all’uovo e pigmenti naturali

L’opera si ispira a un'immagine tratta da un manoscritto iracheno che tramanda il testo intitolato "Ajā'ib al-makhlūqāt" (le meraviglie delle creature e le stranezze degli esseri) del geografo e cosmografo musulmano Zakariyya Ibn Muhammad al Qazwini (1203-1283), conservato alla Freer Gallery of Art di Washington.

L'angelo Israfil, che non compare nel Corano ma che è fortemente radicato nella tradizione islamica, è l'angelo che dapprima insuffla gli spiriti nei corpi e poi suonerà la tromba nel giorno del Giudizio finale.  Al suono della sua tromba seguirà la morte immediata di ogni essere umano ancora in vita, che subito dopo sarà resuscitato da Allah per il suo verdetto finale, scritto su una tavoletta, che sarà letto dallo stesso Israfil. Gigantesco, come ogni angelo, si dice che la lunghezza del suo solo piede sia di sette terre e che la sua testa raggiunga le vicinanze del Trono celeste

Tav. 4 Catalogo p. 58

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