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Marzia Donnini

ANGELO DEL BEATO SILENZIO

Disegno a matita e china su carta

L'Angelo del beato silenzio, noto come Angelo del Grande Consiglio, è un soggetto tipico della tradizione di icone a partire dal XV secolo circa. Questa iconografia in cui il Cristo è raffigurato come un Angelo, trae origine in un passo biblico: nell'antica traduzione greca della Bibbia dei LXX, nello specifico in Isaia 9,5, nella nota profezia, si leggeva “Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato Angelo del Grande Consiglio”. Quindi l’appellativo “Angelo del grande Consiglio” era utilizzato al posto di “Consigliere ammirabile” che invece troviamo nell’attuale traduzione CEI. Ricordiamo che la Bibbia dei LXX è stata adottata per secoli e costituisce tutt'oggi la versione liturgica dell’Antico Testamento per alcune chiese ortodosse orientali di tradizione greca.

Questa particolare iconografia vuole raffigurare Cristo prima della sua incarnazione, come un Angelo giovane e imberbe, dalle lunghe ali, vestito con una ricca dalmatica e con il capo coronato da un nimbo stellato a otto punte. Da notare le mani incrociate sul petto, quasi all'altezza del cuore. E’ proprio quest'ultimo dettaglio a rimandare all'importanza del silenzio, come asserito nell’Ecclesiaste:” Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo (…) un tempo per tacere e uno per parlare” (Qo. 3,1; 3,7) e anche dal Salmo 141: “Poni, signore, un sigillo alla mia bocca, sorveglia la porta delle mie labbra” (Sal. 141,3). Un silenzio che fa riferimento anche alla necessità del raccoglimento e della pace interiore, affinché possa sbocciare l'orazione mentale e crearsi nel nostro cuore un luogo idoneo a una personale teofania. Tale tradizione iconografica, difatti, rimanda all’esicasmo della preghiera continua sul nome di Gesù che è svolta nel silenzio, nel cuore.

Tav. 41 Catalogo p. 99

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