
Maria Chiaradia
ARCANGELO RAFFAELE
Pannello gessato multistrato con pigmenti naturali temperati all'uovo
Sono qui riprodotte, su un supporto più grande rispetto alle dimensioni originali, due miniature islamiche del XVI secolo che furono dipinte da artisti persiani in India. La miniatura persiana esercitò un'influenza dominante sull'arte di altre tradizioni islamiche, principalmente in Turchia e sulla miniatura moghul in India. Il primo dipinto raffigura l'Arcangelo Raffaele che tiene in mano il pesce, con allusione al raccolto biblico in cui questi si fece guida di Tobia nel suo viaggio e guarì il padre Tobia dalla cecità con il fegato di un pesce (Tb. 11,7-8). L'arcangelo Raffaele fu realizzato nel 1590 dal grande pittore Hossein Naqqash presso la Corte dell'imperatore moghul Akbar (oggi è conservato al Musée Guimet di Parigi). È interessante ricordare che l'imperatore Akbar presso la sua Corte in India diede vita a un ricchissimo atelier di miniaturisti, calligrafi, rilegatori persiani e indiani, ma aperti anche alle novità dell’Occidente, a cui commissionò numerosissime opere dalle quali si evince il suo sogno di una religione universale che raccogliesse in sé Islam, Induismo, Giudaismo, Cristianesimo e Zoroastrismo. E Anche in quest'opera si può osservare una sapiente fusione tra Oriente e Occidente: l'iconografia cristiana di Tobia e l’angelo (arrivata a corte anche tramite i missionari gesuiti) si trasforma in un'opera in cui resta protagonista il solo angelo, con l'attributo iconografico del pesce, che ha sul capo tra i capelli foglie e frutti come le huri (vergini) del paradiso islamico di cui si parla nel Corano e indossa una gonna floreale che ricorda le miniature persiane
Tav. 6 Catalogo p. 60
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